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Prime prove “serie” del AF-S 24-120 f/4

Sto seguendo alcune discussioni (come questa) riguardo il nuovo AF-S 24-120 f/4. Finalmente qualcuno “nostrano” è riuscito a mettere le mani su questo obiettivo, e ha effettuato alcune prove.

Il punto forte della lente è sicuramente la nitidezza: le foto che si vedono sono davvero molto nitide, direi degne del fratellone 24-70 f/2.8. Anche il bokeh sembra molto bello, cremoso, sfumato e nel complesso molto piacevole.

I punti deboli, invece, sono una caduta di luce ai bordi a tutta apertura (vignettatura) e una elevata distorsione. Su questo ultimo punto, però, c’è da dire che utilizzando i software di correzione con i parametri del più vecchio 24-70, la distorsione è corretta perfettamente. In altre parole, si comporta – a livello di distorsione – esattamente come il 24-70 f/2.8, considerato da tutti uno delle migliori ottiche nikon di sempre. Inoltre, a differenza di quanto accadeva con la pellicola, la correzione via software della distorsione non è una impresa improba, ed è solo un passaggio in più nel workflow del fotografo in postproduzione.

Direi che quindi la distorsione se è accettabile per il fratellone, lo sarà anche per il fratellino. Restano invece i dubbi su vignettatura e, soprattutto, il prezzo. La nuova lente, infatti, costa ancora parecchio. Non è quindi, secondo me, un’alternativa economica al 24-70, ma una lente che vi si affianca: rispetto a questa ha uno stop in meno di luminosità, ma una escursione doppia e un costo inferiore di un terzo.

Secondo me sarà una scelta perfetta per chi fa cerimonie, reportage, street dove la maggior escursione non farà rimpiangere la minore luminosità – anche considerando i moderni sensori che permettono buone foto ad alti ISO.

Sempre sul 24-120

Il nuovo obiettivo tuttofare per FX, il 24-120, ancora non viene consegnato in quantità sufficenti a generare recensioni affidabili.

Perché insistiamo tanto su questo obiettivo ? Perché è un pezzo abbastanza strategico nell’arsenale del fotografo: la sua escursione è abbastanza ampia e l’apertura sufficentemente luminosa da poterlo usare come unico obiettivo tuttofare nelle occasioni dove il tempo stringe: matrimoni e cerimonie, ad esempio, o in alcuni tipi di sport. O nello street e reportage.

Purtroppo la precedente iterazione di questo obiettivo (il 24-120 VR 3.5-5.6) era piuttosto fiacco: non molto nitido e con una caduta di luce importante. Inoltre distorceva parecchio a 24mm.

Questo nuovo obiettivo, sulla carta, ha un MTF molto più bella, il che significa che dovrebbe essere molto più nitido – a meno di aberrazioni e altri artefatti che non si vedono sulle curve MTF.

L’aspettativa per questo obiettivo è molto alta; tuttavia fino ad adesso non si è visto nulla di affidabile che ne valuti il funzionamento.

Il nostro amico Ken Rockwell ne ha fatto una striminzita recensione, che tuttavia non è per nulla soddisfacente. Non ne parla né bene, né male; dice solo che è simile al 28-300 come resa. Essendo quest’ultimo più economico e con una maggiore escursione, consiglia di saltare direttamente sul 28-300.

In realtà, la differenza di escursione in sè non vuol dire nulla: la differenza fra 24mm e 28mm può essere più importante della differenza fra 120 e 300mm, dipende dall’uso che se ne fa. E non lasciamoci ingannare dai numeri: su formato FX passare da 120 a 300mm vuol dire perdere 12 gradi, ma passare da 24 a 28mm vuol dire recuperarne ben 9. E bisogna da vedere quale lato dell’escursione si trova il limite che ci dà più fastidio. Ripeto, dipende tutto dall’utilizzo.

Diverso il discorso sul prezzo: in effetti il nuovo arrivato è caro. Molto più caro del 28-300. Ma è anche un f4 costante. Il fratello più lungo potrebbe risultare buio per l’uso che se ne fa.

Oltre a dire poco, il nostro Ken non mostra nulla: né foto, né test oggettivi. Per farci una vera idea, quindi, dobbiamo attendere ancora.

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