Il terribile terremoto, seguito dal devastante tsunami che hanno colpito il giappone settentrionale, oltre ad aver causato decine di migliaia di vittime, hanno anche devastato una delle aree più industrializzate (e industriose) del pianeta. Oltre quindi ad essere vicini alle persone che sono morte, e che stanno soffrendo a causa della mancanza di cibo, acqua, riscaldamento ed elettricità, proviamo a valutare che impatto potrà esserci sull’industria fotografica.

Secondo Thom Hogan, nella zona colpita dal sisma, operavano alcune delle fabbriche di Nikon, deputate alla realizzazione dei corpi macchina professionali (D700, D3s e D3x), oltre che aglli obiettivi “made in Japan”, ovvero quelli più pregiati.

Le fabbriche non sono state direttamente colpite dal maremoto (sono nell’entroterra), ma oltre a lamentare un morto e tre dispersi (cui vanno le nostre più sentite condoglianze) saranno sicuramente messe in difficoltà dalla mancanza di infrastrutture che ne è seguita.

Sicuramente i giapponesi non si perdono d’animo di fronte alle difficoltà, e stanno già approntando un piano di uscita da questa situazione. In questi frangenti, poi, come spesso accade le aziende private si muovono più velocemente dei governi, mettendo in atto il più rapidamente possibile ogni strategia che dia loro maggiori probabilità di sopravvivenza.

Secondo le notizie ufficiali la produzione di obiettivi potrebbe riprendere a lavorare in questi giorni, anche se sarà da vedere come riusciranno a destreggiarsi nella situazione difficile in cui dovranno operare. Per i corpi macchina invece, la situazione è più difficile.

Contemporanamente, Nikon sta pensando di delocalizzare ulteriormente la produzione per poter ripartire più velocemente, ed essere in grado di reagire meglio a disastri simili.

C’è da dire che tutte le aziende giapponesi che producono macchine fotografiche sono state colpite, e che tutte stanno cercando di reagire in questo modo.

Sono sinceramente dispiacuto per la terribile tragedia capitata a questo fiero paese; sono però sicuro che sapranno reagire meglio di chiunque altro, e conto di vederi di nuovo in piedi fra qualche mese.

Forza ragazzi, siamo con voi.