Come previsto, Nikon ha introdotto nella giornata di ieri (21 settembre) la nuova linea di macchine fotografiche mirrorless. L’annuncio di ieri introduce una intera linea di prodotti: due macchine fotografiche e quattro obiettivi. Ci si aspettava qualcosa di diverso ?

Le macchine introdotte (V1 e J1) sono due oggetti piuttosto compatti, più simili ad una compatta come dimensioni, che ad una reflex.
Anche le caratteristiche che le accomunano sembrano rivolte ad un mercato di utenti provenienti dal mondo delle compatte: entrambe sono infatti basate su di un nuovissimo sensore di un formato anch’esso senza precedenti che Nikon ha battezzato CX.
Tale formato si affianca quindi al DX e all’FX, ed è significativamente più piccolo del formato DX.
Per dare un’idea, il DX è grande circa 24x16mm, mentre il nuovo formato CX è 13.2×8.8mm; meno di un terzo a livello di area. Per paragone, il formato m43 di Olympus e Panasonic è circa la metà del formato DX.
Vediamo però i tratti salienti delle nuove compattone:
  • Sensore CX da 10Mpixel
  • Varie opzioni per i video: dall’HD 1080i a 60fps agli impressionanti slow-motion a 1200 fps in bassa risoluzione (120 linee)
  • Iso da 100 a 3200
  • Messa a fuoco sia a rilevamento di fase che a rilevamento di contrasto
  • Otturatore elettronico fino a 1/16000 sec
  • Lcd da 921000 punti
  • Porta proprietaria per estensioni
Assieme alle macchine sono stati presentati:
  • un tuttofare 10-30mm f/3.5-5.6 (27-81mm equivalenti)
  • un telezoom 30-110mm f/3.8/5.6 (80-300mm equivalenti)
  • un grandangolino pancacke da 10mm f/2.8 (27mm equivalenti)
  • un tuttofare 10-100mm f/4.5-5.6 (27-270mm equivalenti) per le riprese video.
Molti feedback “a caldo” su queste macchine sono stati estremamente negativi: sensore troppo piccolo, obiettivi troppo grossi, costo troppo alto, mancanza di modi PASM direttamente sul selettore.
Tuttavia secondo me queste critiche, anche se condivisibili – almeno alcune – mancano il punto.
Nikon ha sviluppato un sensore pazzesco! Per prima cosa elimina alla radice il problema delle altre mirrorless: la messa a fuoco. Tutte le altre macchine utilizzano unicamente un metodo a rilevamento di contrasto. Questo è intrinsecamente più lento e meno sicuro del sistema a rilevamento di fase utilizzato dalle reflex, specialmente in caso di movimenti del soggetto. Il nuovo sensore, invece, ha dei fotositi esclusivamente dedicati alla messa a fuoco, per un totale di 135 punti di messa a fuoco.
Sony aveva provato ad introdurre un sistema ibrido, in cui uno specchio traslucido manda parte della luce verso i sensori a rilevamento di fase. Qui, invece, sono integrati nel sensore principale.
Questo cambia radicalmente lo scenario: il ritardo insopportabile dalla pressione del pulsante allo scatto è (potenzialmente) eliminato. La messa a fuoco può avvenire in modo rapido e sicuro come nelle reflex.
Solo questo fatto rendolo la nuova serie 1 appetibile ai miei occhi, più delle dimensioni del sensore.
Si noti poi la quantità di dati che l’accoppiata sensore/processore riesce a gestire: una rapidità di processazione altissima, per arrivare fino ai 1200 fotogrammi al secondo. Questo sensore, in altre parole, riesce a lavorare a velocità altissime. Aggiungiamo la densità dei fotositi e vediamo come, su queste basi, la tecnologia Nikon consenta (potenzialmente) di arrivare senza problemi ai 24Mpixel sul formato DX.
Veniamo quindi ad una nota “dolente”: le dimensioni del sensore.
Certo, sarebbe stato meglio per la qualità d’immagine un sensore più grande. Personalmente, prima di sentire i rumors, mi sarei aspettato un sensore delle dimensioni (circa) del m43. Tuttavia è da comprendere bene che Nikon non vuole fare concorrenza interna con le reflex di fascia bassa.
La nuova serie 1 costa ben di più della D3100. Se quest’ultima non fosse avvantaggiata da un sensore decisamente più grande, non credo che avrebbero mantenuto i volumi di vendita attuali. E il fatturato di Nikon è fatto per la maggior parte di entry-level.
Il sensore ridotto (ma sensibilimente più grande di quello delle compatte) posiziona la nuova serie su un segmento nuovo; potenzialmente è più portabile del m43, del NEX e di tutti gli altri, proprio per il sensore ridotto. Potenzialmente dovrebbe costare meno, anche se non si direbbe visto il prezzo di lancio.
Personalmente penso che l’unica cosa che mi ha davvero sconcertato è il prezzo: decisamente molto alto, anche tenuto conto che gli obiettivi in dotazione non sono certo uno spettacolo. Sarebbe stato bene introdurre almeno una “lente veloce”, come dicono gli americani. Mi sarebbe piaciuto un obiettivo molto luminoso, fisso, magari un 1.4; anche un 1.8 o un 2.0. Il 2.8 pancake presentato è un po’ scuretto.
Un’altra cosa che non ho apprezzato è l’assenza dei modi PASM dal selettore. Sia la V1 che la J1, infatti, hanno un selettore modale che prevede solo i modi foto, smart, filmato e filmanto slow-motion. Io avrei affiancato allo smart i vari modi avanzati; invece tale scelta è annegata nei menù. Da lì, infatti, si sceglie quale modo usare in fotografia. L’assenza di tali modi dal selettore (diamine, ci sono sulla P300!) caratterizza entrambi gli apparecchi come orientati ad un pubblico non-professionale. Nulla vieta, tuttavia, che un domani a questi corpi si affianchino delle macchine più professionali. Perché, alla fine, quello che conta è avere un sistema completo. Per ora abbiamo solo 4 obiettivi e 2 corpi, ma se tutto va come deve andare, il sistema si completerà di obiettivi e corpi per coprire un ventaglio ampio di esigenze.
Ho invece molto apprezzata la possibilità (peraltro facilmente prevedibile) di montare obiettivi con attacco F standard tramite adattatore; conservandone la piena funzionalità se sono AFS. Improvvisamente gli ultimi obiettivi introdotti, gli AF-S 50mm f/1.8 e AF-S 40mm micro, acquistano un significato: nel nuovo formato sono infatti rispettivamente equivalenti a dei 135mm e 105 macro. Penso che questa possibilità non sia stata sottovalutata in fase di progettazione.
In definitiva: l’introduzione di questi corpi e di questi obiettivi deve essere valutata per quello che implica, oltre che per quanto mette in campo in fase di esordio.
Potenzialmente sensore, formato e tecnologie sono molto promettenti. Capisco la scelta di Nikon di iniziare a battere questa pista puntando su modelli che sono appetibili per il pubblico più vasto e meno esigente: dopotutto, è quello che paga di più. Mi aspetto, però, una serie di passi a partire da questo primo che amplino il ventaglio dell’offerta per andare a realizzare al 100% quanto è potenzialmente possibile. A vantaggio non solo dei fotografi occasionali che pubblicano solo fu facebook, ma anche di chi ha esigenze più serie.