Archiviato nella categoria ‘Mie Riflessioni’

Schede di memoria: SD o CF

Al giorno d’oggi, tolte di mezzo schede SmartMedia, MemoryStick, xD o altre diavolerie, ci sono fondamentalmente due tipi di schede diffuse, con le loro varianti. Le CompactFlash e le SecureDigit. Esaminiamo quindi i due tipi di supporto digitale più diffusi. Che origine hanno ? Che differenze ci sono ? Cosa è meglio ? Cosa dobbiamo verificare quando ne acquistiamo una ?

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Nuovo modulo autofocus per reflex full frame

Forse è in vista un nuovo modulo autofocus per le reflex full frame che verranno introdotte (probabilmente) quest’anno ? Solo un ragionamento ad alta voce…

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Stato dell’unione

Vediamo di fare il punto sullo stato dell’offerta nikon, alla luce delle indiscrezioni trapelate, delle recenti nuove introduzioni e dismissioni. Vediamo le caratteristiche delle varie macchine e lo stato di produzione e di disponibilità.

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La D7000 ha dei problemi ?

In rete si fa un gran parlare di alcuni difetti che affliggerebbero la nuova D7000. Si parla di hot pixel, si parla di sovraesposizione, si parla di backfocus. Ma è davvero così?

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Sempre sul 24-120

Il nuovo obiettivo tuttofare per FX, il 24-120, ancora non viene consegnato in quantità sufficenti a generare recensioni affidabili.

Perché insistiamo tanto su questo obiettivo ? Perché è un pezzo abbastanza strategico nell’arsenale del fotografo: la sua escursione è abbastanza ampia e l’apertura sufficentemente luminosa da poterlo usare come unico obiettivo tuttofare nelle occasioni dove il tempo stringe: matrimoni e cerimonie, ad esempio, o in alcuni tipi di sport. O nello street e reportage.

Purtroppo la precedente iterazione di questo obiettivo (il 24-120 VR 3.5-5.6) era piuttosto fiacco: non molto nitido e con una caduta di luce importante. Inoltre distorceva parecchio a 24mm.

Questo nuovo obiettivo, sulla carta, ha un MTF molto più bella, il che significa che dovrebbe essere molto più nitido – a meno di aberrazioni e altri artefatti che non si vedono sulle curve MTF.

L’aspettativa per questo obiettivo è molto alta; tuttavia fino ad adesso non si è visto nulla di affidabile che ne valuti il funzionamento.

Il nostro amico Ken Rockwell ne ha fatto una striminzita recensione, che tuttavia non è per nulla soddisfacente. Non ne parla né bene, né male; dice solo che è simile al 28-300 come resa. Essendo quest’ultimo più economico e con una maggiore escursione, consiglia di saltare direttamente sul 28-300.

In realtà, la differenza di escursione in sè non vuol dire nulla: la differenza fra 24mm e 28mm può essere più importante della differenza fra 120 e 300mm, dipende dall’uso che se ne fa. E non lasciamoci ingannare dai numeri: su formato FX passare da 120 a 300mm vuol dire perdere 12 gradi, ma passare da 24 a 28mm vuol dire recuperarne ben 9. E bisogna da vedere quale lato dell’escursione si trova il limite che ci dà più fastidio. Ripeto, dipende tutto dall’utilizzo.

Diverso il discorso sul prezzo: in effetti il nuovo arrivato è caro. Molto più caro del 28-300. Ma è anche un f4 costante. Il fratello più lungo potrebbe risultare buio per l’uso che se ne fa.

Oltre a dire poco, il nostro Ken non mostra nulla: né foto, né test oggettivi. Per farci una vera idea, quindi, dobbiamo attendere ancora.

Il collocamento della nuova D7000

La nuova nata della casa gialla è sicuramente una macchina molto, molto interessante. Si posizione sopra la vecchia D90 per caratteristiche non legate al mero progresso tecnologico: il corpo macchina parzialmente in magnesio, la copertura del 100% del mirino, la doppia scheda SD, il riferimento per utilizzare appieno i vecchi obiettivi AI-S.

Più che il numero di megapixel o il sistema di messa a fuoco, o il miglioramento sui video, sui quali era facile prevedere una evoluzione dovuta ai progressi della tecnologia negli anni trascorsi dall’introduzione della D90 a oggi, questi punti, infatti, collocano la D7000 decisamente sopra alla D90.

Le caratteristiche globali della D7000 la pongono quindi, secondo il mio modesto parere, come un punto di arrivo nella dotazione di un fotografo non professionista: secondo me, infatti, solo un professionista può aver veramente bisogno di qualcosa di iù, perlomeno nel formato DX.

La D300s, infatti, in più rispetto alla D7000 ha “soltanto” un corpo più grande e robusto e più controlli facilmente impostabili senza contorsioni sui pulsanti/menù. Cose importanti, ma un amatore può farne tranquillamente a meno. Tanti infatti arrivano a dire che, probabilmente, l’evoluzione della D300 sarà fullframe, dividendo così nettamente il mercato consumer (DX) dal professionale (FX).

Io stesso, che provengo da una macchina “entry level” (la D60) che mi ha dato molte soddisfazioni, nel considerare un evoluzione del corredo guardavo sia alla D90 che alla D300s. La prima è sicuramente più pratica per un amatore: più piccola, più leggera, più facile da portare al collo mentre si è a passeggio con la famiglia.
Tuttavia le caratteristiche della D300s mi facevano gola; prima fra tutte, la capacità di usare appieno le ottiche AI-S, spesso reperibili sul mercato a prezzi interessanti. La perplessità era dovuta al maggior ingombro e al maggior peso.

La D7000 pertanto rappresenta esattamente la via di mezzo che un amatore poteva desiderare. Anche il prezzo, secondo molti alto, è secondo me giusto in questa fase. Un prezzo più basso avrebbe depresso le vendite delle ultime (?) D90; inoltre molti entusiasti comprerebbero questa nuova macchina anche a prezzi più elevati: prova ne sia che, su amazon, la D7000 è in testa alle classifiche di vendita nonostante sia ancora in fase di prevendita. E nonostante sia una macchina semipro, dal prezzo elevato.

Sicuramente il prezzo scenderà un po’ fra qualche mese: non potrà essere troppo alto per non andare ad erodere la fascia della D300s.
Sicuramente, sarà un grandissimo successo.

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