Thom Hogan, un fotografo esperto del mondo nikon, interrompe il mese sabbatico per alcune riflessioni sulla nuova D7000 e sul nuovo assetto della linea Nikon. Nel suo articolo, affronta una serie di punti con la sua consueta lucidità.

Il numero “7” ha sempre avuto un forte significato per le reflex della casa giallonera: la D70 è stata la prima macchina ad avere una diffusione di massa, la D700 è stata la pietra miliare che ha sottratto il dominio sul full-frame alla concorrenza, la D7000 sarà (è) quella macchina che ha tutto (tranne forse il full-frame) quello che un amatore può desiderare.

A Thom piace il compromesso sui 16MPixel: abbastanza da non sfigurare rispetto al mondo Canon, ma non troppi da rovinare la qualità d’immagine per motivi di marketing, come invece pare essere accaduto nella concorrenza.

Secondo Thom l’affiancamento della D7000 rispetto alla D90 (che rimane in produzione ancora per poco) è solo temporaneo: entro al massimo un anno la D90, che pure ha avuto un successo enorme, cederà il passo alla nuova nata.

La nuova linea sarà sicuramente formidabile: la D3100, la D7000, la D3x e la D3s sono leader dei rispettivi settori. Restano leggermente indietro, ma sempre su ottimi livelli, la D5000 e la D700, che verranno aggiornate sicuramente l’anno prossimo.

Resta da vedere cosa potrà essere inserito nell’ipotetica D400, oltre alle novità che saranno mutuate dalla D7000.

È inoltre tutto da vedere il discorso “EVIL” (Elettronic Viewfinder, Interchangable Lens): le compattone a lenti intercambiabili, senza specchio, stanno conoscendo un momento di forte crescita. Nikon, che da sempre ha un approccio conservativo, non è ancora entrata in questo settore, ma sicuramente lo farà. Speriamo lo faccia introducendo qualcosa di veramente valido, invece che un prodotto raffazzonato solo per occupare un’area strategica.